Marilena Sassi | Equorea creatura

 

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EQUOREA CREATURA
di MARILENA SASSI
Dal 19 marzo al 10 giugno 2016
Inaugurazione sabato 19 marzo 2016 alle ore 11. 00
LABORATORIO EIDOS
Corte del Strologo – San Marcuola 2047 – VENEZIA

Dopo l’esordio con l’anteprima di Elisa Montessori, Equilibri, il Laboratorio Eidos presenta di Marilena Sassi Equorea creatura ( titolo tratto dalla poesia “Falsetto” di Eugenio Montale ): opere su carta, libri trasparenti e una piccola scultura luminosa. Omaggio all’acqua e alla sua natura rigeneratrice attraverso un ricordo di Venezia, città che l’ha vista nascere come artista che viene rivisitata anche nel ricordo di un vissuto che ha segnato la formazione e carriera artistica dell’autrice , protagonista di incontri con personaggi illustri :Giuseppe Mazzariol che la scoprì e la invitò alla Facoltà di Lettere e Filosofia e alla Biennale di Venezia in “Aperto’86”, l’amicizia con Mario de Luigi all’Accademia di Salisburgo e di Venezia con Giuseppe Santomaso ed Emilio Vedova. La Facoltà di Architettura” IUAV” con Carlo Scarpa e Franco Rella e la Laurea in Architettura con Vittorio Gregotti. Infine l’invito a partecipare all’evento della Biennale di Venezia nel 2009 con il libro d’artista “Venezia Salva. Omaggio a Simone Weil”.

Le opere esposte al Laboratorio Eidos, sono realizzate con tecnica mista su carta pressata a mano e presentano una figurazione di corpi femminili. Metamorfosi del corpo fluttuante in una dimensione vegetale, alghe marine o tronchi lasciati in balia delle correnti.   Le immagini sono solcate da linee bianche evocatrici di architetture che appaiono e scompaiono facendo affiorare dalla memoria luoghi di Venezia : San Marco, palazzo Ducale. Citazione e richiamo di una città che rimane nel ricordo dell’artista. Luogo che diventa un vissuto di memorie che fa da sfondo alle creature marine : corpi nudi immersi in liquidi amniotici. L’identità si ottiene con una sorta di processo a ritroso, con una spoliazione di quanto altri hanno messo su di noi. Togliere anziché aggiungere, sentire il respiro di ciò che ci porta la forza della vita comprendendo che vita e morte sono intrecciate come i corpi nell’acqua, punto di incontro tra il prima e il dopo, il nulla e la nascita. In questo senso l’identità per Marilena Sassi non è qualcosa che costruiamo su di noi, ma tutto quello che percepiamo di noi stessi, nelle azioni, nelle opere che riusciamo a compiere. In questa cornice la ricerca e la conoscenza profonda dell’apprendere assumono la caratteristica vera e propria di viaggi verso terre sconosciute e itinerari verso i luoghi della nostra interiorità là dove conoscenza significa prima di tutto esplorazione di se stessi. E quale migliore esplorazione nell’affrontare le paure di essere al mondo ? Il ricordo della liquidità come stato fisico di un corpo riporta ognuno di noi a fare i conti con un momento fondamentale: il mondo protetto e incantato del ventre materno, luogo dove i bisbigli e i suoni sono solo eco di un mondo esterno e la violenza del parto, in cui le acque si infrangono, squarcia di luce l’altro luogo, quello terreno, nella coscienza di mortalità di chi nasce. Esplorare a ritroso pone una distanza che ci permette di guardare più a fondo la vita. È un invito di Marilena Sassi al viaggio che ritroviamo nei versi di T. S. Eliot “Non cesseremo mai di esplorare. E alla fine della nostra esplorazione arriveremo là dove abbiamo cominciato. E per la prima volta conosceremo il luogo”.

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